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Come eseguire un test di usabilità sul tuo e-commerce a costo zero

La UX è uno degli elementi di cui sicuramente tenere conto durante la progettazione di un sito e-commerce.

In primis, perché il vostro utente navigherà male se non riuscirà a completare facilmente le azioni per cui è approdato nel vostro portale, in secondo luogo perché il nostro punto di vista è influenzato dal nostro modo di concepire lo spazio e, per tanto, è opinabile e del tutto relativo, soprattutto se teniamo poco conto dell’opinione degli altri e ci piace progettare tutto da soli.

Facciamo un passo indietro. Cosa si intende per test dell’usabilità?

Non si tratta di un passaggio da prendere sotto gamba, né necessariamente di un procedimento che richiede la chiamata di uno specialista (se magari siete a corto di budget, potete tranquillamente eseguirlo da soli, con l’aiuto del vostro team).

Questo tipo di test permette di testare la qualità dell’esperienza di navigazione di un utente all’interno di un sito, rilevando eventuali difficoltà riscontrate, scaturite da una serie di fattori diversi, che potrebbero variare dall’interfaccia grafica all’interaction.

Eseguire un test di usabilità vi aiuterà sostanzialmente a risolvere due urgenti problemi nella progettazione di un sito:

  • Il sito è stato progettato per uno scopo, è facilmente intuibile da parte di un utente che naviga nel portale per la prima volta?
  • L’utente riesce a trovare nel sito tutto ciò di cui avrebbe bisogno in quel momento, oppure bisogna aggiungere/togliere qualcosa?

Generalmente, un buon test di usabilità fa pensare l’utente il meno possibile, ed è generalmente preferibile che a eseguirlo non sia una persona strettamente vicina a voi e, per questo, facilmente influenzabile (un membro del vostro team, per intenderci) ma un estraneo, un soggetto X che potrebbe davvero approdare sul vostro portale per caso e avere bisogno di voi, per acquistare un prodotto o andare alla ricerca di un servizio.

I test di usabilità si svolgono generalmente in una sala vuota in cui ci siete voi e il vostro utente X da esaminare, un computer con uno schermo condiviso con il vostro team, che sarà in un’altra stanza, e un microfono. Attraverso la condivisione dello schermo, il vostro team dovrebbe annotare gli errori di usabilità più gravi riscontrati durante la sessione di navigazione da parte dell’utente X. Questo vi permetterà di intavolare una discussione sul tema più tardi, ragionare sulla progettazione del vostro e-commerce e, magari, fare un passo indietro o un passo avanti, a seconda delle note.

È molto importante captare i segnali durante un test di usabilità.

Se nel corso della navigazione il vostro utente X si agita, continua a fare domande o vi da la sensazione di non essere riuscito a completare un’azione come solitamente si sarebbe aspettato di fare da un altro portale, bisogna avere il buon senso di non aggredirlo, né di pensare “è così intuitivo, se non capisce cosa fare sarà uno stupido.”

Per quanto vi siate sforzati di calarvi nei panni del vostro consumatore ideale, dovete ricordarvi che il vostro punto di vista è del tutto soggettivo e così anche quello dei membri del vostro team. Lavorare insieme vi permetterà di finalizzare le azioni calandovi come meglio potete nella mente dei vostri clienti, ma ricordatevi, non siete i vostri clienti e le vostre azioni, per quanto buone, sono sempre finalizzate alla vendita.

Di conseguenza, più test della usabilità farete, più probabilità ci saranno di capire realmente come si comportano i vostri utenti nel mondo reale.

Oggi gli Analytics aiutano sicuramente a comprendere i percorsi di navigazione dei vostri visitatori e, sul mercato, ci sono Software a non finire che vi aiutano nella UX e nello studio dei comportamenti dei vostri clienti finali.

I test di usabilità però vi permettono di esaminare molto più da vicino il comportamento di un probabile acquirente, senza contare che, se accettano di effettuarlo dei vostri conoscenti a costo zero, è gratis e vi permette di risparmiare un bel po’ di riunioni condite da “cosa farebbe un utente se fosse qui?” oppure “ma è evidente, facciamolo così!” (per poi scoprire alla fine che non è tanto evidente come pensavate).

Se avete voglia di approfondire il tema dell’usabilità vi consigliamo un ottimo libro di Steve Krug “Don’t make me think”. Molto ironico e altrettanto utile, per farvi un’idea generale sul tema e aprire un paio di porte utili sulla UX.

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