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Blog & Eventi

SEM E SEO: Sei sicuro di conoscerli davvero?

Quando si tratta di dover promuovere siti internet sui motori di ricerca non si può non imbattersi nelle famigerate SEO (Search Engine Optimization) e SEM (Search Engine Marketing), giusto?

Se la risposta è sì e la tua testa sta per esplodere a furia di ricercare keywords e hai investito così tanto nella pubblicità che probabilmente tra le alternative del tuo conto corrente hai la voce aperta per la donazione degli organi, probabilmente vuol dire che sì, hai studiato, ma forse non nel modo giusto.

Attenzione, non sto dicendo che tu non sia informato né che probabilmente tu non conosca a memoria tutte le incredibili soluzioni per migliorare il posizionamento delle pagine del tuo sito web.

Sto solo dicendo che forse, se fossi il proprietario di un e-commerce di moda e fossi messo davanti ad una bilancia con due piatti e in una ci fosse il tuo gatto e nell’altra la tua pagina nella prima posizione della SERP con la query “abito da sera arancione”, forse cancelleresti tutti i post di gatti dal tuo profilo Facebook e adotteresti un cane.

D’accordo, magari non sei quel tipo di SEO Specialist, ma forse la colpa è la mia e la tua principale vocazione è il web marketing.

Pianifichi e gestisci campagne Pay per Click, incrementi la link popularity attuando strategie di link building, impieghi almeno quaranta minuti di tempo per spiegare alla gente comune qual è la tua professione e fingi di non essere dispiaciuto quando, guardando la loro faccia perplessa, ti domandano: ma è un lavoro vero?

Se senti di appartenere ad una delle due categorie e, se generare conversioni o contatti è l’attività che ti permette di non morire di fame o fare la fila per il reddito di cittadinanza, non puoi che leggere il resto dell’articolo e scoprire quali sono i cinque errori più frequenti nel SEO e SEM.

Investire eccessivamente nella pubblicità senza aspettative reali

D’accordo, non metto in dubbio che siete talmente sicuri del successo della vostra start up che al confronto Facebook è un ritrovo per sfigati ed Instagram un insieme di foto sfocate di piatti con cibo cinese, ma non è forse il caso di scendere dal piedistallo e stimare esattamente quante persone vorreste raggiungere con un investimento decisamente più ponderato?

Individuate bene il vostro pubblico di riferimento, navigate nel vostro sito come un visitatore comune (non come Bill Gates), e stimate il budget con cautela insistendo su A/B testing per capire quali idee funzionino meglio e perché.

Ma soprattutto, non scoraggiatevi. Se le conversioni non arrivano non significa che la vostra attività sia un fallimento, magari avete soltanto bisogno di una strategia nuova.

Tante parole chiave, ma zero contenuti

Quando eravate studenti vi è mai capitato di leggere un paragrafo incomprensibile e chiedervi come avesse fatto l’autore ad impegnarsi così tanto per rendere l’italiano una lingua così aliena?

Quando un visitatore naviga nel vostro sito vuole capire cosa fate, chiedersi se è interessato ai vostri servizi e decidere se contattarvi o meno.
Come può farlo se il testo è stato studiato per essere compreso soltanto dai crawler?

Scrivete quello che l’utente vorrebbe leggere, non quello che Googlebot potrebbe valutare o meno come elemento rilevante. Se usate troppe parole chiave in una pagina senza alcun reale contenuto di qualità, potreste incorrere in penalizzazioni. E voi non volete mettervi contro mr. Google, no?

Social Networks, la forza sia con loro

Sarà difficile da credere, ma i social network non esistono soltanto per perseguitare i propri ex fidanzati o guardare dove è andato in vacanza il vostro collega che è troppo tirato per prendere una pizza con voi a pranzo.

Imparate ad utilizzare bene le piattaforme business dei vari social network.

Personalizzare il pubblico, utilizzare bene Gestione Inserzioni per la realizzazione e programmazione dei post, creare cataloghi per valorizzare i vostri e-commerce con Facebook, possono davvero far svoltare la vostra attività.

Evitate link spamming e attività che potrebbero indurre la gente a pensare: ma perché?

E i gruppi?

Nessuno li nomina, ma ammettetelo, quanti di voi non sono iscritti ad almeno un gruppo su Facebook o Linkedin?

Se la vostra attività è legata ad un settore preciso, ad esempio è un e-commerce di libri, molto probabilmente ci saranno dei gruppi di utenti interessati a scambiarsi notizie sugli ultimi libri usciti, gli autori del momento, le migliori case editrici.

Per puntare ad un pubblico di riferimento comincia a far parte di quel pubblico e condividi contenuti di qualità come membro di una comunità, non come business man. I risultati, li vedrai da te.

Evitate link spamming. Sì, di nuovo. Perché vi conosco e so benissimo che siete capaci di pubblicare lo stesso contenuto in 20 gruppi diversi in una frazione di secondo.

Competitors, servono anche loro! (non solo per rosicare)

I competitors non servono soltanto a farvi rosicare o gioire a seconda che il vostro umore del giorno sia quello di commiserarvi o sentirvi il dio dell’olimpo digitale, ma a capire cosa fare e cosa non fare per aumentare il traffico e le conversioni.

Non fate l’errore di vedere soltanto i lati negativi dei vostri rivali.

I veri tutorial sono le persone. Possiamo studiare come impostare il nostro e-commerce vedendo quali sono i principali siti su cui noi, in primis, acquistiamo on-line e imparare di conseguenza da noi stessi cosa ci convince a completare un acquisto o aggiungere altro ad un carrello in un e-commerce.

Fatevi queste domande:

  • Qual è la prima cosa che guardo quando entro in un e-commerce?
  • Cosa mi ha spinto a comprare due oggetti invece di uno, anche se la mia idea iniziale era focalizzata su un solo acquisto?
  • Cosa mi colpisce dell’impostazione della pagina del mio competitor e cosa ho in più/meno nella mia?

Spero che questo breve articolo vi possa aver aperto la mente (anche se non sono così pretenziosa!) e possa spronarvi a potenziare meglio qualche aspetto sul SEO e SEM che non avevate ancora considerato.

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