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VR & AR: Quando l’Obiettivo è l’Innovazione Esperienziale

Innovazione esperienziale è il termine utilizzato da Roberto Liscia (Presidente Netcomm) come prossimo obiettivo del mondo retail per garantire un maggiore coinvolgimento del cliente all’insegna degli stimoli e dei desideri di oggi, alla luce di una società fortemente influenzata dall’innovazione tecnologica al punto da sentirsi più attratta da un iPhone X in offerta che dalle ultime notizie sul debito pubblico.

In un mondo dove l’omnicanalità è il nuovo vangelo dei merchant, si tende ad investire colate di oro liquido in tutto ciò che promette di trasformare il traffico in conversione, senza capire che l’unica, autentica, pulita soluzione per vendere di più è racchiusa in una semplice, secolare parola: ESPERIENZA.

Cosa significa per noi addetti del mondo IT puntare sull’ESPERIENZA?

Non limitarsi semplicemente ad investire quantità esagerate di denaro in soluzioni rivoluzionarie che promettono di ribaltare come un calzino il mercato all’insegna dell’innovazione, ma pensare esattamente a quali potrebbero essere gli stimoli del cliente di oggi coinvolgendolo in una esperienza tecnologica che risponda a quello che è un suo reale bisogno.

Riflettiamoci un attimo.

Per quale motivo dovrei scomodarmi dal mio sofà di domenica mattina per acquistare dell’attrezzatura sportiva se, facendo un giro qua e là negli e-commerce, riesco a trovare quello che cerco, magari anche in offerta o ad un prezzo decisamente più economico rispetto a quello presente in negozio?

Certo, un po’ di aria fresca non può uccidermi (mentre la vita eccessivamente sedentaria magari sì!), ma cosa prospetto, da merchant, di accattivante in un negozio fisico, oltre file interminabili alla cassa e commessi che spariscono nell’esatto momento in cui li chiami?

Vuoi forse dirmi che non preferiresti un’alternativa all’attesa infinita che si cela dietro un cliente che tortura un addetto vendita chiedendo spiegazioni mentre lui lo fissa attonito, chiedendosi per quale motivo di tutte le torture gli sia capitata proprio questa?

Cari merchant, la soluzione è a portata di mano.

Esperienza.

Non l’esperienza di vendita, non l’esperienza di “soloperoggiscontodel50%sulcatalogospesedispedizionigratiseanchetuamammainomaggio…”, ma ESPERIENZA.

Semplice. Pura. Genuina.

Ma non basta. Perché per fare esperienza bisogna dare qualcosa che soddisfi il bisogno del periodo storico in cui il cliente vive e la nostra soluzione, guardando al futuro, è puntare su soluzioni di VR e AR.

Non si tratta di indossare degli occhialini e credere di aver fatto la rivoluzione, si tratta di creare delle campagne ad hoc che diano all’utente quel qualcosa in più che lo spinga a rinunciare al divano approdando in negozio con la voglia di provare qualcosa di nuovo, immergendosi in un’esperienza diversa e studiata per fornirgli stimoli.

Significa dare la possibilità ad un appassionato di golf di entrare in un negozio sportivo del centro di Milano, indossare degli occhialini e distaccarsi per cinque minuti dalla città che lo divora, immergendosi in una realtà che lo sprona a muoversi in un ambiente che non può fisicamente raggiungere ma gli diventa comunque accessibile e familiare.

Mastercard durante l’ultimo PGA Tour di Golf ha presentato in collaborazione con wearality degli occhiali utilizzabili dai visitatori per immergersi nel mondo del golf e acquistare prodotti collegati al torneo usando i tradizionali guanti da golf.

Capite dove voglio andare a parare?

Parliamo invece di Realtà Aumentata.

Tiffany, il famoso colosso che manda in visibilio le vostre fidanzate e in rosso il vostro conto in banca, ha progettato nel 2014 con la AR un’app che permetteva di provare i gioielli della collezione direttamente sulle mani, scattando foto da condividere sui social.

In alcuni store esteri sono presenti digital fitting rooms, ovvero camerini virtuali che offrono una visione dinamica a 360° e consentono di adattare i vestiti alle forme umane, rendendo il processo di acquisto più rapido e divertente. Topshop, attraverso una collaborazione con Microsoft Kinect, è stata pioniera di questa tecnologia nel 2011 in uno store in Russia.

Sephora, grazie ad una collaborazione con ModiFace, ha progettato uno specchio di ultima generazione che consente di provare diverse tipologie di make-up, vedendo sullo schermo il risultato finale anche da diverse angolazioni semplicemente muovendo il capo.

Louis Vuitton, grazie alle sue vetrine a tema “Circo” a Tokyo, ha lasciato interagire le figure di animali rappresentate nelle vetrine con il display del cellulare trasformandole in immagini tridimensionali con didascalie customizzate per i clienti.

D’accordo, molte di queste soluzioni sono solo un prototipo acerbo di quello che è in serbo per il futuro, ma la verità è che i consumatori di oggi hanno bisogno di essere coinvolti in un’esperienza sensoriale ancor prima dell’acquisto e l’unico modo per rispondere a questo bisogno reale è prenderne atto e prepararsi.

Che il futuro sia proprio all’insegna di un nuovo modo di fare esperienza?

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